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Crediamo nella partecipazione studentesca

Progettualità volte a promuovere la partecipazione studentesca nelle scuole secondarie di 2°grado

AVVISO PUBBLICO MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(U).0014893.11-11-2015

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Il diritto di essere ascoltati

Il Consiglio d’Europa, attraverso la raccomandazione CM/Rec(2012) 2 per i giovani sotto i 18 anni (Council of Europe, 2012), ha sottolineato che il diritto di essere ascoltati e presi seriamente in considerazione è fondamentale per la dignità umana e per lo sviluppo in piena salute di ogni fanciullo.

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Insieme è meglio

Il Consiglio d’Europa ha evidenziato l’importanza della partecipazione attiva dei giovani in tutti gli aspetti della vita scolastica, esercitata attraverso modalità formali ed informali capaci di avere effetto sulle pratiche di insegnamento e di apprendimento, promuovendo la presenza degli studenti negli organi istituzionali di governo delle loro scuole.

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Cosa può servire?

Molti ricercatori educativi oggi riconoscono come, per studiare e comprendere meglio i processi scolastici e formativi, sia necessario non solo porre maggiore attenzione al punto di vista degli studenti (Grion, Dettori) ma soprattutto legittimarne una piena partecipazione all’interno dei dibattiti e delle iniziative relative all’educazione.

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Raccogliamo idee

La democrazia è molto di più che un meccanismo collaborativo; essa è principalmente una modalità di vivere e d’imparare, alla base della quale c’è l’impegno comune alla libertà, all’uguaglianza, al reciproco rispetto e solidarietà (Fielding, 2012)

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Ascoltiamo opinioni

Nelle organizzazioni democratiche – particolarmente in ogni organizzazione guidata da una leadership trasparente e genuina, piuttosto che da una mera imposizione manageriale – le forme organizzative non possano realizzarsi semplicemente come processi “dall’alto in basso”, ma piuttosto come forme di impegno e coinvolgimento di tutti i partecipanti all’organizzazione stessa. Questa modalità di leadership non deriva da coercizione e manipolazione, ma dalla collaborazione relazionale e dai processi partecipativi (Angus, 2006)

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Non restiamo a guardare

Da semplici fruitori dell’istruzione, gli studenti diventano attivi stakeholder cui viene data e riconosciuta la corresponsabilità delle strategie per il miglioramento delle pratiche di insegnamento e di gestione della scuola (Grion, Cook Sather, 2013; Gemma, Grion, 2015)

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Proviamo a fare qualcosa di utile

La capacità e l’impegno alla partecipazione vanno formate e sperimentate: se, nella scuola, gli spazi di partecipazione e responsabilità rimangono ancora e solo dei docenti (o comunque degli adulti membri della comunità scolastica), allora non possiamo pretendere che gli studenti, una volta fuori dalla scuola, diventino, di punto in bianco, militanti politici o attivisti sociali

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Possiamo fare ancora di più

Possiamo colmare il divario tra gli studenti e il sistema educativo attraverso momenti, formali e informali, in cui gli studenti discutano di scuola, favorendo il passaggio da una democrazia rappresentativa ad una forma partecipativa attraverso l’empowerment degli studenti.

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Dare voce a tutti

“Brigding the gap between students and education communities around the world” (Student Voice, 2015)

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